venerdì 5 dicembre 2008

Don Alberto Benedetti






Nasce a Shere’ (Ceredo)  di Sant’Anna del Faedo in provincia di Verona, il 28 aprile 1911. I primi suoi ricordi sono la fame, la guerra e soprattutto la partenza del padre per le Americhe in cerca di lavoro; egli ha solo tre anni, ma questo episodio segnerà la sua esistenza.
La descrizione entusiasta fattagli dal padre dell’ opera dei missionari di Padre Bonomelli in favore degli emigranti, lo convince nel proposito di diventare missionario.

Superati gli studi primari con l’aiuto di preti locali, frequenta in Seminario il Liceo e la Teologia e viene ordinato prete nel 1935.
E curato prima a Cavajon, poi a Sant’ Anna per motivi di salute e quindi a Bussolengo.

L’8 febbraio 1944, il bombardamento del Seminario, dove aveva felicemente vissuto, la distruzione della Biblioteca, dove aveva trascorso indimenticabili giornate di studio, la morte sotto le bombe del Rettore, cui era legato da profonda amicizia e stima, gli fanno perdere la fiducia nel progresso dell’umanità e nei conclamati valori della Scienza, della Civiltà e della Morale.
Diventa completamente anarchico, senza tradire mai la sua vocazione di prete.
Ritiratosi nel paese natale, accantona l’idea di farsi missionario per gli emigranti, ma solo per tentare di risolvere il problema all’ origine: impedire che ci sia emigrazione, educando gli uomini a diventare intimamente liberi e quindi autonomi, sfruttando in maniera razionale le risorse locali, contrastando i procacciatori di schiavitù palesi e sommerse.
Ovvio quindi il conflitto con tutti coloro che operano per il mantenimento o per lo sfruttamento dell’ignoranza.
I suoi studi e le sue ricerche, il suo esempio e il suo impegno sono sempre tesi alla liberazione dell’uomo da ogni forma di schiavitù e alla valorizzazione dell’ ambiente in cui vive.
Negli ultimi anni mette  per iscritto il suo pensiero nelle seguenti opere:
Insediamenti umani sulla montagna veronese (1983);
Montagne e montagnari tra Verona e Kufstein (1987);
Storia naturale di Faida (1988);
Storie de l’arbio (1991);
Acquile bianche del Monte Baldo (1994).

Muore il 15 agosto 1997.
Fonte: da prediche inutili
COSA SONO LE « PREDICHE INUTILI»
Nei primi anni ‘70, don Alberto, ebbe spesso occasione di sostenere posizioni originali, in vari ambiti e in varie occasioni.
Le sue idee non sempre hanno incontrato la condivisione della sua gente e del potere politico e religioso.
Nonostante ciò, profondamente convinto della loro validità e del bisogno di parteciparle agli altri,  « per andare d’accordo almeno con se stesso », come dice lui, decise di metterle per iscritto.
Ciclostilate da amici furono distribuite ad una ristretta cerchia di persone che si dimostravano sensibili a queste problematiche.
Per l’interessamento di alcuni di questi amici vengono ora pubblicate per far conoscere il suo pensiero a un pubblico più  vasto e per vedere, a distanza di anni  quanto i suoi consigli  siano stati ascoltati.
In che modo  le sue intuizioni  si siano avverate e in che misura i suoi  pensieri siano ancora attuali.



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