venerdì 5 dicembre 2008

Vaticano: Pergamena di Chinon, svelato il mistero dei templari




19 marzo 1314 il rogo di Jacques de Molay


IL FOGLIO DI CHINON: SVELATO IL MISTERO DEI TEMPLARI - DOPO 7 SECOLI IL VATICANO APRE GLI ARCHIVI . Il titolo è di quelli che fanno venire l’acquolina in bocca agli appassionati del genere mistico-esoterico: il “Processus contra Templarios” si basa, sostanzialmente sul “Foglio di Chinon”, la pergamena scoperta nel 2001 dalla ricercatrice Barbara Frale nell’Archivio Segreto Vaticano.


E’ un’opera preziosa e segreta, quella che verrà presentata il 25 ottobre 2007 nella Sala Vecchia del Sinodo, in Vaticano.  Ed è proprio l’Archivio che ha deciso di pubblicare quella che viene definita un’opera «monumentale».  È un progetto prezioso, un’edizione rigorosamente limitata a 799 esemplari, contenente la riproduzione fedele degli originali conservati nell’Archivio.
L’opera s’inserisce negli “Exemplaria Praetiosa”, ovvero la più elaborata pubblicazione che l’Archivio abbia finora realizzato. «È un’opera importante - dice lo storico Franco Cardini, che parteciperà alla presentazione del volume -. Contiene gli ultimi documenti pubblicati sulla vicenda, con la pergamena originale rintracciata in Vaticano».
La pergamena fu scritta nel 1312, l’anno dello scioglimento dell’Ordine da parte del papa; uno scioglimento, tiene a precisare Cardini, non una condanna: «La prerogativa del papa era quella di sciogliere l’Ordine, ma non lo condannò mai».
Il “Foglio di Chinon”, sfuggito per secoli e secoli all’attenzione degli studiosi a causa di un errore nell’archiviazione compiuto nel XVII secolo, getta una nuova luce sulla fine di quello che fu uno degli Ordini più potenti e famosi del mondo e, fra l’altro, testimonia che il pontefice non lo considerava eretico.
La condanna per eresia dei tribunali ecclesiastici locali «si fonda sulle confessioni di alcuni Templari - spiega Cardini - che però poi ritrattarono e per questo motivo furono considerati “relapsi”, cioè ricaduti nell’errore per cui erano stati processati e condannati.
E il potere temporale, l’unico che aveva l’autorità per farlo, li condusse al rogo».

Quanto sia importante per l’Archivio quest’opera lo dimostra il «cast» dei presentatori: oltre all’archivista bibliotecario di Santa Romana Chiesa, l’arcivescovo Raffaele Farina (futuro cardinale) e al prefetto dell’Archivio segreto vaticano, il vescovo Sergio Pagano, ci saranno Frale, Cardini e l’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi.
«Tra le accuse che vennero rivolte ai Templari - spiega Cardini - c’erano quelle di essere stati in qualche modo sedotti dall’Islam e attirati dall’eresia catara. Due elementi che non potevano coesistere».
Cardini sta per pubblicare per Vallecchi un libro intitolato “La tradizione templare”, che rifà la storia dell’Ordine, non trascurando le ricostruzioni del “Codice Da Vinci” di Dan Brown.
I motivi della condanna furono politici (francesi) e non religiosi: «Gli avvocati del re di Francia non avevano in fondo bisogno di costruire un coerente edificio accusatorio: quel che interessava loro era che fosse efficace e credibile al livello dell’opinione pubblica».



Fonte: srs di  Marco Tosatti /La Stampa/ 4 ottobre 2007


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