domenica 7 dicembre 2008

Verona-Corte Lepia di Lavagno, alle ortiche secoli d’arte


La Corte Lepia
Gli edifici storici ora in rovina derivano da un insediamento precedente all’anno mille  e  fino alla soppressione da parte della Serenissima, fu un monastero molto importante.
La Lepia  di recente è stata anche teatro di un’operazione di polizia contro lo spaccio di stupefacenti.  Complice l’apertura dell’accesso a nord, senza portone, nelle cantine, negli essiccatoi e nei depositi agricoli si trovavano giacigli di fortuna, auto, televisori e materiale di ogni genere. Anche i writers hanno trovato il modo di esprimersi pitturando le pareti degli edifici.
Il primo insediamento in località LEPIA risale a prima dell’anno Mille: il primo documento scritto, datato 996, si riferisce a una sentenza imperiale su questo appezzamento di proprietà della nobile famiglia Avogadro.
Nel 1176 un Avogadro concesse chiesa e terreno a due sorelle di nome Gemma e Realda.
Queste si votarono alla regola di San Benedetto, costituendo un monastero di clausura, mettendosi sotto la diretta protezione del papa. Il 2 novembre 1186 papa Urbano III venne a consacrare la chiesa di San Giuliano.
Nel 1411 papa Eugenio IV soppresse il convento.
La regola dettata da Gemma e Realda prescriveva oltre ai tre voti perpetui (castità, obbedienza e povertà) anche quello di obbedienza al papa.  Una scelta che verrà ripresa successivamente dalla Compagnia di Gesù, fondata da Sant’Ignazio di Loyola. Quest’ultimo voto venne osservato con fedeltà, ma furono gli altri a venir meno, come quello della povertà e soprattutto della castità.
Nel 1391 si aprì una vertenza tra le suore papiste e il vescovo di Verona, monsignor Giacomo Rossi, che sfociò in un processo ecclesiastico sulla loro condotta morale.
Furono raccolte varie testimonianze su situazioni di promiscuità tra le monache e i contadini che conducevano i loro fondi, una situazione che creò non poco scompiglio tra i fedeli del posto.
Raccolte le prove, il vescovo si rivolse a papa Eugenio IV, che decretò la chiusura del convento e la soppressione dell’ordine femminile.  Le undici suore superstiti lasciarono il convento e vennero invitate a ritirarsi in quello di Santa Giustina a Padova.
Tuttavia alcune di loro nel 1447 fecero ritorno a LEPIA in barba alle disposizioni del pontefice e riaprirono il convento sotto l’egida di quello di Santa Giustina prima e di quello di San Nazzaro e Celso poi.
Le suore tornate numerose e osservanti vennero premiate da papa Innocenzo X che il 23 aprile 1646 concedette l’indulgenza plenaria alla chiesa di San Giuliano.
La chiusura definitiva giunse con il decreto di soppressione della Repubblica di Venezia nel 1771.
Fonte: srs di Zeno Martini/ L’Arena di Verona di mercoledì 03 settembre 2008 provincia pag. 23
Posted in Senza categoria |

Nessun commento: