sabato 12 dicembre 2009

La trama dietro l’immigrazione….






Umanesimo relativista e pregiudiziali anti - cristiane  nell’opera dell’Alto  Commissariato Onu per i rifugiati. C’è un disegno di distruzione dell’identità dei popoli europei  in nome del mondialismo

A intervalli regolari, mentre il ministro Roberto Maroni riusciva nell’opera ritenuta quasi impossibile di frenare i flussi migratori via mare per mezzo della politica dei respingimenti, si è levata la voce sdegnata della signora Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati  delle Nazioni Unite.  Non a caso, si è detto  vista l’estrazione politica della signora che in più occasioni ha  dimostrato di non essere esattamente super partes.

Fin qui nulla di strano. In Italia è rarissimo che gli incarichi vengano assegnati in base al merito e non alla vicinanza al governo di turno. Quello successivo, poi si tiene e si smazza gli incaricati della volta prima. Anche questo è un pezzo della nostra democrazia.

La signora Boldrini non è quindi una missionaria, ne, del resto, le organizzazioni dell’ Onu sono di per se organizzazioni di volontariato,  pur essendo molte le persone che in totale buona fede scelgono di collaborare con esse con iniziative gratuite e indubbiamente generose.
I funzionari delle Nazioni Unite, anche quelli a livello intermedio, non appartengono però a questa categoria di volontari che spesso ignora le condizioni contrattuali del personale Onu.

Un’occhiatina anche veloce alle loro tabelle stipendiali ci parla di indennità esentasse di circa 90.000 euro l’anno per i livelli intermedi, esclusi assegni familiari e ricchi benefit, e si tratta di dati ornai invecchiati (fonte: DG IX. Commissione Europea, Aprile 2000). Mica male, insomma.

Ma, per quanto riguarda la politica immigratoria in Europa, il problema è ancora più a monte. In se e per se, l’opera in favore dei rifugiati è senz’altro benemerita, ma il Commissariato delle Nazioni Unite non pare occuparsi semplicemente di rifugiati e della tutela dei loro diritti. Gli interventi “umanitari” dell’Alto  Commissariato risultano, nei fatti, alquanto selettivi.

Studi usciti sull’argomento a partire dall’inizio degli anni Novanta hanno sostenuto la tesi che l’Alto Commissariato per i Rifugiati sia stato per molti anni la centrale organizzativa  dell’emigrazione di massa di milioni di musulmani nordafricani in direzione dell’Europa, con tanto di quote stabilite per ogni Paese ricevente. Se a questo si aggiunge l’egemonia culturale  dell’umanesimo relativista e le numerose pregiudiziali anticristiane che percorrono l’opera dell’Alto Commissariato, il quadro inizia a farsi completo.

Nell’edizione italiana del volume “Massoneria e sette segrete”  di Epiphanius  (edizioni Contro Corrente) si riporta la testimonianza di Maurice Caillet, fuoriuscito dalla massoneria francese dove aveva ricoperto un grado elevato che, ancora da massone, scriveva al ministro della Sanità francese:
«Tutte  queste misure  [a favore dell’immigrazione]  avranno  il merito di risolvere il problema demografico che mette in pericolo le pensioni e che permette all’Onu di proporci un’immigrazione importante».  Qui, l’espressione “immigrazione importante” è una chiara allusione a una quota immigratoria in grado di destabilizzare la Francia in nome del multiculturalismo.

Non per nulla gli anni Ottanta sono, in tutta l’Europa “comunitaria”, quelli in cui vengono promulgate le leggi che  avrebbero successivamente favorito un’immigrazione  incontrollata. Si diceva di voler regolare l’immigrazione, ma in realtà la si voleva promuovere quando ancora era solo agli inizi, magari in nome di bisogni del mercato del lavoro a loro volta risultati alquanto “indotti”.

Per quanto riguarda l’Italia, per esempio,  uno sguardo all’articolo 1, comma 1  della Legge Martelli conferma, aggiunge  il ruolo non neutrale avuto dalle Nazioni Unite.
La Legge Martelli difatti, inizia presentandosi come attuazione della convenzione di Ginevra del 1951, promossa dalle Nazioni Unite, e riconosce all’Alto Commissariato per i Rifugiati. Fondamentali funzioni di controllo e di ingerenza nella legislazione nazionale a tutela dell’immigrazione extraeuropea in Italia.

Val la pena di ricordare che quando entrò in vigore la Legge Martelli agli immigrati islamici provenienti dall’Africa Settentrionale non era di fatto chiesto che un visto turistico facilissimo da ottenere, mentre enormi erano, invece, gli ostacoli posti all’immigrazione da Paesi cristiani come la Polonia o l’Ungheria.

Qualche lettore avveduto ricorderà anche l’ammonimento dell’allora cardinale di Bologna Giacomo Biffi, che chiedeva di favorire proprio l’immigrazione da Paesi più  vicini alla nostra cultura, e il conseguente scandalo dei bempensanti tutori della società aperta.

Tutto questo lascia intravedere le trame di un disegno criminale di distruzione dell’identità dei popoli europei in nome del mondialismo, notoriamente uno dei cardini  ideologici della politica di intrusione massonica negli organismi internazionali.

La strategia è semplice, come evidente è anche il suo limite: usare l’Islam   come leva contro le tradizioni cristiane dell’Europa, senza, peraltro, aver fatto i debiti conti con l’intrinseca estraneità dell’Islam stesso alla cultura europea e, quindi,  con la sua sostanziale non integrazione.

I giochi sporchi della massoneria in funzione della distruzione dell’identità europea sono stati recentemente confermati dal già citato Maurice Caillet in un’intervista all’agenzia cattolica di informazioni Zenit, assai vicina al  Vaticano e non sospettabile di tesi complottiste.

Caillet,  da massone, era stato un acceso sostenitore dei programmi di contenimento demografico mediante l’aborto e la sterilizzazione. La sua conversione al cristianesimo e l’abbandono della massoneria gli sono costate diverse minacce di morte e la perdita di lavoro presso la pubblica amministrazione: «Da  allora non ho trovato posto in nessuna amministrazione pubblica o semipubblica, nonostante il mio ricco curriculum».

La crisi demografica, indotta e sostenuta dai poteri forti, e l’immigrazione di massa sono le due facce della medesima medaglia, espressioni di un diabolico progetto di distruzione dell’Europa.  Ascoltiamo, ancora una volta Caillet: «In linea di principio i massoni proclamano con fermezza una tolleranza speciale  nei confronti di tutte le credenze e le ideologie, con un gusto molto marcato per il sincretismo, vale a dire un coordinamento poco coerente delle varie dottrine spirituali: è l’eterna gnosis sovversione della vera fede. Dall’altro lato, la vita delle Logge, che è stata la mia per  15 anni, rivela un’animosità particolare nei confronti dell’ autorità papale e dei dogmi della Chiesa cattolica»

Può suonare molto politicamente scorretto; può anche, se si vuole, essere considerato un discorso complottista, ma molti indizi sono una prova e non prenderne atto o è ingenuità o è malafede.

Fonte: srs di Giuseppe Reguzzoni; da la Padania di domenica 27 settembre 2009




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