domenica 16 ottobre 2011

SAN GIOVANNI ILARIONE: TORNA CIRO IL BABY DINOSAURO,
VALE TRE MILIONI DI EURO

Govanni Todesco

Domani (14 ottobre) arriva il paleontologo Cristiano Dal Sasso che ha «radiografato» lo Scipionyx. Il fossile del celebre «Ciro» sarà al centro dell'attenzione insieme allo scopritore Giovanni Todesco e allo studioso Cristiano Dal Sasso

«Ciro», il baby dinosauro definito la scoperta paleontologica del secolo, torna dal «papà» Giovanni Todesco: o meglio, i risultati di cinque anni di sofisticatissime ricerche sul piccolo di Scipionyx Samniticus sono al centro di una serata promossa dall'assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con la Pro loco, lo Iat e la Strada del Soave.

L'appuntamento, unico, è domani alle 20 al teatro parrocchiale. È lì che Giovanni Todesco, il paleontologo dilettante che nel 1980 salvò da una ruspa la lastra con intrappolato il fossile di Ciro, accoglierà Cristiano Dal Sasso, paleontologo e ricercatore del Museo civico di Storia naturale di Milano che l'ha «smontato pezzo per pezzo».
Lo ha fatto, Dal Sasso con altri studiosi, con l'ausilio della luce ultravioletta, i microscopi elettronici a scansione e la tomografia computerizzata, arrivando ad ingrandire ogni particolare del piccolo fossile di 350 mila volte. «Incredibile», disse Dal Sasso davanti al mondo scientifico, a maggio, presentando i risultati, «a guardare dentro Ciro avevo l'impressione di sorvolare il Gran Canyon». A maggio, al museo milanese, Dal Sasso presentò con Simone Magagnuco il 37° volume delle Memorie della Società italiana di scienze naturali, quello dedicato alla trattazione di quasi 300 pagine sul fossile di Ciro.

A San Giovanni Ilarione ne presenterà una sintesi che sarà corredata dalla proiezione delle immagini scattate durante le fasi di studio. Di foto ne farà vedere anche Todesco, e sono quelle, private, scattate trent'anni fa quando il fossile che rinvenne a Pietraroja, nel beneventano, era ospite a casa sua.

Scienza e divulgazione andranno a braccetto nel corso della serata al termine della quale sarà possibile avere, gratuitamente, il nuovo poster di Ciro (realizzato col sostegno della Strada del vino) o acquistare sia il volume divulgativo «Dinosauri italiani» firmato da Dal Sasso che la monografia scientifica.
Ma veniamo a lui, a Ciro, il fossile che oggi ha un valore stimato oltre i 3 milioni di euro: la scienza sa praticamente tutto di lui, che è un Compsognatide (piccoli dinosauri bipedi e predatori ricoperti da una specie di piumaggio e diretti cugini di tirannosauri e velociraptor) e che morì solo pochi giorni dopo essere uscito dal guscio.
«Nel suo cranio», anticipa Todesco, «è ancora visibile la fontanella, come nei neonati e quel rigonfiamento sotto la pancia è il segno della presenza di metà uovo, quello che sarebbe servito a Ciro per sopravvivere subito dopo la nascita».
Le nuove tecnologie hanno anche rivelato quale fu l'ultimo pasto di Ciro, probabilmente morto per annegamento: «Abbiamo trovato vertebre di pesci simili a sardine, i resti di un rettile ricoperto da squame e la zampa di una lucertola. Le dimensioni di quest'ultima», dice Dal Sasso, «fanno ipotizzare che Ciro non abbia cacciato le prede, ma che i suoi genitori lo abbiano nutrito con parti di prede cacciate da loro». Questi e altri segreti saranno il tema della serata, nella quale probabilmente sarà presentato anche il modellino di Ciro a cui gli studiosi, nella monografia, sono addirittura riusciti a dare un «volto».



Fonte: srs di Paola Dalli Cani, da L’Arena di Verona del Giovedì 13 Ottobre 2011, PROVINCIA, pagina 27


Nessun commento: