giovedì 31 ottobre 2013

L’ECCEZIONALE STUPIDITÀ DI QUEST’EPOCA BASTARDA



“Siamo individui senza radici, destinati a soccombere, travolti dalla furia e dalla collera di quel Dio che abbiamo voluto sfidare e ridicolizzare, profanando la sua Opera e violando i confini del suo imperscrutabile disegno celeste”.

Il valore supremo e vivificante della “diversità” (che è l’essenza stessa delle ragioni, della vita), è stato, di fatto, soppiantato e soppresso da un’opera di omologazione mentale che non trova precedenti nella storia dell’umanità. Non rendersi conto di questa realtà sostanziale e lapalissiana, (che ci uniforma in una sorta di appiattimento verso il basso, alle tendenze dominanti, propagandate e sdoganate, come opportune, dal Sistema Relativista), la dice lunga sullo stato di narcolessia prodotto negli individui.  Siamo, tutti quanti l’effetto di un diabolico esperimento di clonazione di massa e di lavaggio del cervello, risultato di una speciale e inedita forma di schiavitù che, per un assurdo contrasto logico, ci porta a ritenerci liberi. L’omologazione dei comportamenti e dei modi, in un unico pensiero dominante, tende a raggruppare tutte le identità in una sola, rendendo superflue, nulle e dissonanti, tutte le altre.
Un tempo, la diversità, era Regina di creatività, di tradizione, di storia, di cultura, di immaginazione e di sapere e, ogni essere umano rappresentava, per unicità, una delle infinite tessere che andavano a comporre l’immagine trascendente di quell’immenso e misterioso puzzle, icona del mistero infinito.

I fabbri del passato, per capirci, modellavano e personalizzavano i loro strumenti di lavoro (tenaglie, pinze, martelli, incudini, ecc) a seconda delle loro necessità, della tecnica, della forza e della corporatura. Il prodotto della loro fatica, era unico, benedetto e irrepetibile.
Sarti, calzolai, tessitori, tintori, muratori, pittori e scultori, fino al più stupido garzone di bottega, erano gli artefici di quel mondo magico e profumato che risplendeva di diversità e dissetava i bisogni dell’anima. E’ del resto singolare il fatto, che il Sistema Liberista, visto il contrasto logico (e diversamente dai suoi obiettivi), sia stato in grado, più di ogni altro regime massimalista, di concepire, pianificare e mettere in atto un’opera di omologazione e di appiattimento culturale, unica nella storia dell’uomo.

Che cosa è rimasto, oggi, di quel mondo che, con perfetto sincronismo, scandiva le pulsioni e le ragioni di ogni cuore, sospinto dall’armonia danzante dello spirito divino?
L’uomo di quest’epoca bastarda, non è che la ripetizione in serie, di una eccezionale stupidità, assunta a regola comportamentale. E’ sempre più simile a tutta quell’infinita varietà di tecnologie, ludiche e infantili, con le quali, in forma psicotica, si rapporta con allarmante quotidianità, alimentandone la dipendenza, la tossicità e lo spirito di emulazione.
Questo processo di disumanizzazione e di snaturamento, ha avuto inizio alcuni decenni dopo la rivoluzione industriale per attestarsi, in seguito (in un tempo eccezionalmente breve e con un’accelerazione impressionante), in omologazione meccanica. Mai, nella storia del mondo, si era prodotta una tale mutazione degenerativa e, in un arco di tempo così corto.

Oggi, la vita degli individui, non ha più alcun valore. Il loro livello, di comprensione, apprendimento, di soluzione, la capacità mnemonica e organizzativa, sono tutte variabili, infinitamente al di sotto delle normali funzioni delle macchine tecnologiche. Quest’uomo, così com’è, non serve più a nulla – non è di alcuna utilità, ne a questo mondo, ne a se stesso. Roba da rottamare!
Un qualsiasi “server” è più prezioso della vita di un uomo! E’ dunque, questo, il sogno di libertà e benessere, a cui tanto aspiravamo? Ci siamo ridotti al rango di schiavi e servi della nostra cazzonaggine e inettitudine.
Abbiamo innescato un processo (ormai alla fine), di omologazione globale, che ci porterà dritti verso l’estinzione dell’umanità.
La mia, non è una tesi pessimistica o un’ipotesi catastrofista, ma la proiezione logica, consapevole e scientifica della somma di dati incontrovertibili e inconfutabili, che ci confermano, drammaticamente, la fine di un’epoca.

Nel frattempo, la solita banda di scienziati e ricercatori al soldo del potere economico, ci parlano di una cellula virtuale in grado di riprodursi, e di un fantascientifico acceleratore di particelle capace di generare, in un laboratorio (della lunghezza di 27 km alla profondità di cento metri e dai costi incommensurabili), le cause relative all’origine dell’universo. L’oramai famoso “bosone” in maniera irriverente e blasfema, viene confidenzialmente chiamato, la “particella di Dio”. Un’opera di profanazione congiunta a un livello di stupidità che non hanno eguali nella storia del mondo.

Al metodo di insegnamento pedagogico, didattico e socio-culturale di Maria Montessori che maturava l’imprinting, deputato a modellare, formare e plasmare, la personalità e il carattere delle nuove generazioni, abbiamo sostituito il metodo Maria De Filippi.
Alle passeggiate nei boschi e alle gioiose scorribande, la casa del Grande Fratello – alle notti stellate, il chiuso malsano e maleodorante di discoteche intrise di volgarità e ignoranza – all’azione, il voyeurismo – alla manualità, il lassismo, e alle responsabilità individuali, un libretto di istruzioni edito dal Sistema Relativista, al quale ci atteniamo con scrupolosa ipocrisia e malafede.
Quale futuro possiamo mai intravedere per i nostri giovani, quando una montagna di menzogne, di paure e di vanità, sommerge e soffoca ogni loro speranza, personalismo e capacità critica?

Se non siamo i grado di percepire il mondo, al di fuori delle nostre esperienze personali e convinzioni, liberandoci da filtri e pregiudizi, che ci precludono una analisi oggettiva e disincantata del nostro presente e, più in generale, il significato stesso della vita, non potremo mai misurarci ad armi pari con le forze del male, ne intravedere l’ombra di un futuro.

Siamo individui senza radici, destinati a soccombere, travolti dalla furia e dalla collera di quel Dio che abbiamo voluto sfidare e ridicolizzare, profanando la sua Opera e violando i confini del suo imperscrutabile disegno celeste.

Fonte: visto su STAMPA LIBERA del 16 marzo 2013


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