lunedì 15 dicembre 2014

GLI STATI TOTALITARI ODIANO I “PARADISI FISCALI”





di Enrico Andrian

“Paradiso fiscale”, o meglio, “rifugio fiscale” (visto che il termine originale inglese è “tax haven”, non “tax heaven”, ma come è noto gli italiani e le lingue straniere non vanno d’accordo) è uno Stato che garantisce un prelievo fiscale basso in termini di imposta sul reddito, addirittura nullo sui depositi bancari.

In questi paesi si riscontra un regime di imposizione fiscale molto basso o assente, che rende conveniente stabilire in questi Paesi la sede di un’impresa, oppure regole particolarmente rigide sul segreto bancario, che consentono di compiere transazioni coperte, non controllabili dalle autorità di paesi stranieri.

Secondo le agenzie internazionali, queste sarebbero le caratteristiche “negative” di un “paradiso fiscale”:
-pressione fiscale bassa o prossima allo zero;-regime di tassazione differente tra i redditi generati all’interno o all’esterno;-assenza di trasparenza e scambio d’informazioni con altri paesi sulle transazioni bancarie;-elevata capacità di attrarre società aventi come unico scopo movimenti di capitale sicuri, in assenza di effettiva attività economica ivi svolta;

Dove starebbe quindi la criminalità di un paese che si rifiuta di dissanguare i propri cittadini a colpi di tasse, mette al riparo dal ficcanasare di Stati esteri i loro conti correnti e movimenti di denaro, decide in maniera sovrana ed indipendente chi, cosa, dove, come e quanto tassare?

E’ ora di demolire la leggenda nera dei “paradisi fiscali”, creata ad hoc da regimi totalitari per convincere i propri cittadini che è “bello e giusto” essere schiavi, e che i paesi in cui lo Stato non dissangua i cittadini a colpi di tasse, non li vessa e soffoca con la burocrazia, e non controlla ogni cosa, siano oasi di criminalità da aborrire e condannare.

La Libertà non è un crimine, è un diritto!


Fonte:  visto su Miglioverde del 13 dicembre 2014


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