giovedì 22 febbraio 2018

UN CRETINO





Nei balli, mi scateno e ricevo pure applausi, non perché sono un fanatico seguace di Tersicore, ma perché mi diverto un mondo a fare il buffone, nonostante resistenza e scioltezza non siano più quelle d’una volta.

 Le due ultime occasioni le ho avute ai matrimoni dei miei figli. Soprattutto a quello di Nicola e Caterina, dove mi capitò un episodio davvero singolare.

 Il primo ballo lo feci per dovere con la donna più brutta e più vecchia, quella che di solito non la fa mai danzare nessuno. Ballai poi con tante, tra cui Caterina, mia moglie e Giada: una simpaticissima nipotina di mia moglie. Anche se dopo qualche ballo di fila dovevo riprendere fiato, quella volta non mi arresi se non alla fine.

 Durante una pausa m’intrattenni con un amico dei miei figli: un single che, da quello che mi ha lasciato intuire e da ciò che successe poi, aveva e avrà tutte le buone intenzioni di praticare l'onanismo per tutta la vita. Mi stavo informando sul suo lavoro quando m’accorsi che una bella bionda guardava con insistenza verso di noi. Chiesi allora a Carlo:

 - La conosci? - indicandogliela.

 Mi rispose che non gli sembrava.

 Dopo cinque minuti, gli feci notare che sempre la stessa ragazza lampeggiava con insistenza, e se non era il caso di rispondere e richiamarne l'attenzione con qualche breve cenno di cortesia. Carlo mi fece notare che era circondata da altri tre ragazzi. Risposi che non era interessata a loro avendo occhi solo per noi. Allora gli proposi di andare a invitarla per un ballo. Ma lui temeva in un rifiuto. Beh, non aveva tutti i torti! A volte le donne ci solleticano per poi umiliarci con un rifiuto. In ogni caso, è sempre meglio tentare, se non si vogliono aver rimorsi.

 Fui richiesto per un ballo da mia cognata, e allora lo lasciai in balia delle sue incertezze. Dopo qualche ballo, come scesi dalla pista, Carlo mi venne incontro e mi indicò che la ragazza stava ballando. Notai che, grazie ai tacchi alti, aveva una siluette degna di nota, che ondeggiava e sculettava con la sensualità d'una spogliarellista. Doveva essere una di quelle donne che posano sempre, e che son piene di se stesse. Lo si intuiva dalle movenze e da come assestava i capelli che danzando le scendevano sul volto. Era impegnata in uno di quei balli dove ciascuno viaggia per conto proprio. Consigliai a Carlo di intromettersi portando con sé la mia nipotina, rifiutò, temendo che lei si accorgesse del pretesto. Lo fissai negli occhi e capii che anche se avesse bevuto una pozione del mio prodigioso "brodo di volpe" non l'avrei migliorato. Non sapevo come togliergli quell'aria da addormentato. Ma che razza di zuccone m’era capitato? Non ressi, e allora sbottai:

 - Senti un po’: sappi che le donne, oltre al loro ciclo mensile, vanno in calore. In fin dei conti, l’uomo è una bestia: ha fame, ha sete, fa i suoi bisogni e ha le stesse esigenze sessuali degli animali. Anzi, forse di più. Il maschio deve stare al richiamo della femmina, e non è che, quando gli tira, possa trovare da sfogarsi, si fa avanti, può fare delle avances e far intuire le proprie intenzioni, mentre le donne se il giorno prima erano d’accordo, il giorno dopo non lo sono più. Ora vado a bermi qualcosa, tu però, datti da fare!

 Ritornai dopo dieci minuti nei pressi della pista, Carlo mi venne in contro e amareggiato:

 - È andata via con uno.

 - Ahi, ahi! caro ragazzo, allora sei messo proprio male! Con le donne non ci vogliono tentennamenti. Quella era arrivata qui sola, non s’era portata dietro dei mosconi, perciò dovevi osare, visto che ti aveva lampeggiato con insistenza. Ti racconto un'arguzia sentita a teatro e recitata da giovani attori, non so se fosse una loro creazione o di qualcun altro; in ogni caso dovrebbe insegnarti qualcosa sulle donne: 

- Sai qual è la differenza tra una briciola di pane che cade a terra e la verginità?

 - No!... Non saprei.

 - Bravo! Infatti non c'è!... In entrambi i casi, il primo uccello che passa se la prende e se la porta via. Considera inoltre che non sei così irresistibile che le donne debbano arrivare a offrirsi ... E adesso dimmi dove sono andati?

 - Sono andati al parcheggio e forse sono saliti in macchina.

 - Allora per te è finita.

 - Signor Monti, mi farebbe un favore? Lei andrebbe a vedere cosa fanno?

 - Cosa?... Ma vuoi che faccia il guardone?

 - Io non posso farlo, perché se la ragazza mi vedesse, sarei finito.

 - Arrivarci qualche minuto prima, no vero?... Ma non hai qualche amico da dargli questo incarico?

 - No!...e poi nessuno conosce quella ragazza. C’è solo lei che mi può aiutare.

Stavo già maledicendo il momento in cui m’ero fermato con quell’allocco dall'aria addormentata, quando lui mi mise in mano le chiavi della sua macchina e invocando aiuto:

 - Il ragazzo, con cui è andata via, è arrivato insieme a me e ha parcheggiato la sua Citroen grigia accanto alla mia BMW blu. Si trovano entrambe in prima fila, sul viale a destra dopo una decina di macchine. Sul sedile posteriore c’è una busta, me la porti. Lo consideri come un pretesto per dare uno sguardo dentro alla Citroen, se le riesce di vedere come vanno le cose. 

Dopo qualche attimo d’esitazione: 

 - Va be’! Ci vado perché non mi sono mai rifiutato di fare un favore a chi mi chiede aiuto. Se tu avessi lo stesso coraggio con le donne come l'hai con me, nonostante tu non sia una meraviglia d'uomo, saresti uno sciupa femmine coi fiocchi.

 Prima ancora d’arrivare al parcheggio ero già pentito. Allentando il passo e con qualche ripensamento arrivai sul luogo. Individuate le auto, pian pianino, cercando di non far rumore su quello schifoso ghiaiato, m'avvicinai. Avevano i finestrini aperti; il ragazzo teneva gli occhi chiusi in un’espressione goduriosa, lei gli era sopra. Mi bastò quell’attimo, e come un ladro m’impossessai di quella lettera.

 Carlo m’aspettava all’inizio del viale, gli consegnai la lettera e con rabbia gli misi in mano le sue chiavi. Mi corse dietro, e ansimando:

 - E non mi dice niente?

 - Cosa vuoi che ti dica?

 - Mi dica qualcosa?

Non volendo umiliarlo più di tanto, me la cavai con un:

 - Se tu m'avessi ascoltato, le cose avrebbero preso una piega diversa. Svegliati, mio caro! Altrimenti nella vita soffrirai la fame.


       (1) Masturbazioni.



Fonte: srs di Enzo Monti  del  28 settembre 2013




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